Un funerale non fantozziano
- Redazione

- 6 lug 2017
- Tempo di lettura: 2 min

PAOLO VILLAGGIO/TANTA FOLLA E CELEBRITÀ PER LA ‘MASCHERA UNIVERSALE’ FANTOZZI
ROMA. Di una cosa deve essere contento Paolo Villaggio, il suo funerale laico non è stato affatto fantozziano, anzi. Nessuna nuvola dell’impiegato, ma sole, tanta gente, colleghi e amici che si sono ritrovati ieri sera al Teatro all’aperto della Casa del Cinema per dare un ultimo saluto al grande attore e autore. Oltre i familiari al completo, i figli Elisabetta e Pierfrancesco e la moglie Maura, hanno partecipato all’evento, tra gli altri, Maria Sole e Ricky Tognazzi, Renzo Arbore, Walter Veltroni, Paolo Cirino Pomicino, Neri Parenti, Luca di Montezemolo, Roberto D’Agostino, Simona Izzo, Dori Ghezzi, Milena Vukotic, Massimo Boldi, Carlo Vanzina, Lina Wertmuller, Carlo Freccero e Luca Bergamo. Tutto parte con la canzone del geno- vese Fabrizio De Andrè dal titolo Carlo Martello, e poi arriva subito la voce stessa di Paolo Villaggio tratta dall’intervista (l’ultima) fatta da Mario Sesti nel documentario La voce di Fantozzi. “Non è personaggio comico Fantozzi - dice nell’intervista l’attore genovese -, ma un personaggio tragico, l’uomo più sfortunato in assoluto della letteratura italiana. Ma per fortuna è stato anche un terapeuta liberando gli italiani da quella cultura consumistica, delle settimane bianche e dello spendere a tutti costi per essere felici. Lui faceva le vacanze e tornava infelice. Così molti italiani capirono, forse per la prima volta, di non essere dei fenomeni così isolati quando le loro vacanze erano tragiche”. Tanti momenti divertenti e commoventi in questa celebrazione a più voci introdotta dal direttore della Casa del cinema Giorgio Gosetti. Milena Vukotic, tante volte moglie sfortunata dello sfortunato Fantozzi, dice con voce fievole: “Se oggi incontro per la strada persone che mi sorri- dono e mi offrono un gelato lo devo sicuramente a Paolo e di questo gli sarò sempre grata”. Ricky Tognazzi mette mano a una letterina in cui ricorda l’amore di Villaggio per i funerali: “bisogna pianificare a dipartita - mi diceva sempre -. Ovvero morire prima dei Tg delle 20”. Walter Veltroni lo paragona invece a Chaplin, Keaton, Allen, “quegli artigiani geniali di vite inventate o rubate. E poi - aggiunge - tutti noi siamo stati Fantozzi. Chi per un minuto e chi per una vita intera”. Vera commozione arriva dal regista Neri Parenti:”Tra di noi c’era uno strano rapporto di padre e figlio. Solo che ero io il padre, nonostante la differenza di età, perché lui era sicuramente più discolo di me. Comunque - conclude commosso- quelli furono anni meravigliosi che non scorderò mai”. Ieri mattina, nella Sala Protomoteca del Campidoglio, dove era stata allestita la camera ardente, avevano reso omaggio all’attore: il ministro della Cultura Dario Franceschini, il sindaco di Roma Virginia Raggi, il regista Neri Parenti, l’attore Enrico Montesano, Beppe Grillo e Davide Casaleggio.
















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