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Un’impellente necessità



IL PAPA ALLA SACRA ROTA PARLA DEI SINODI E DI AMORIS LAETITIA

CITTA’ DEL VATICANO. Le regole devono sempre essere coniugate alla concreta attenzione alle persone, specialmente quando vivono delle difficoltà, come può accadere nel matrimonio. E allora il lavoro dei due Sinodi sulla famiglia e la Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica con la quale il Papa ha tirato le fila della riflessione nella Chiesa e ha dato le sue indicazioni agli epi- scopati, sono nati dall’”impellente necessità di ascolto” di quei fedeli che avevano messo a tacere la coscienza e poi invece hanno ritrovato una via per “ritrovare un po’ di luce”. Lo ha detto lo stesso pontefice ieri parlando ai giudici della Rota Romana. “Dobbiamo impedire che la coscienza dei fedeli in difficoltà per quanto riguarda il loro matrimonio si chiuda ad un cammino di Grazia”, ha esortato Papa Francesco rinnovando indirettamente un appello a cambiare a tutta quella parte della Chiesa che ancora frena sulla richiesta di “attenzione” alla gente, senza fermarsi solo alla “regula fidei”. Ieri il pontefice ha anche incontrato i partecipanti alla Conferenza Internazionale per la lotta all’anti-semitismo e ha sottolineato come “il nemico contro cui lottare non è soltanto l’odio, in tutte le sue forme ma, ancor più alla radice, l’indifferenza”. Indifferenza che è un vero e proprio “virus” nel mondo di oggi. Per questo “è urgente educare le giovani generazioni a coinvolgersi attivamente nella lotta contro gli odi e le discriminazioni, ma anche nel superare le contrapposizioni del passato e a non stancarsi mai di cercare l’altro”. Poi, ricordando anche la sua visita ad Auschwitz, ha detto che il futuro deve sempre trovare un riferimento nella “memoria”. Ieri è stata anche presentata la Costituzione apostolica, firmata dal Papa, che riforma le università e le facoltà ecclesiastiche nel solco di sostenere la “Chiesa in uscita”. E allora per questo serve un “radicale cambio di paradigma, anzi, mi permetto di dire”, scrive il Papa nel Proemio della ‘Veritatis Gaudium’, “una coraggiosa rivoluzione culturale”. Tornando all’udienza ai giudici della Rota, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, Papa Francesco ha chiesto di “evitare che l’esercizio della giustizia venga ridotto a un mero espletamento burocratico. Se i tribunali ecclesiastici cadessero in questa tentazione, tradirebbero la coscienza cristiana”. Poi Papa Francesco ha acceso i fari sui giovani, perché loro sono i primi destinatari di questa attenzione della Chiesa: “il cammino sinodale di riflessione sul matrimonio e la famiglia, e la successiva Esortazione apostolica Amoris Laetitia, hanno avuto un percorso e uno scopo obbligati: come salvare i giovani dal frastuono e rumore assordante dell’effimero, che li porta a rinunciare ad assumere impegni stabili e positivi per il bene individuale e collettivo. Un condizionamento che mette a tacere la voce della loro libertà, di quell’intima cella, la coscienza appunto, che Dio solo illumina e apre alla vita, se gli si permette di entrare”


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