Un profugo il presunto killer
- 10 apr 2017
- Tempo di lettura: 2 min
STOCCOLMA GLI AVEVA RIFIUTATO L’ASILO. MIGLIAIA IN PIAZZA PER “LA FESTA DELL’AMORE”

ROMA. Un grido “d’amore” ha avvolto ieri Stoccolma, dove in migliaia hanno par- tecipato alla marcia contro il terrorismo organizzata a due passi dal luogo della stra- ge di venerdì, mentre la polizia ha rivelato che il sospettato numero uno per l’atten- tato era ricercato per essere espulso dal Paese, dopo il no alla sua richiesta d’asilo. “Quando cala il buio, è più importante che mai rispondere con la luce e il calore alle forze del male”, ha scritto Damon Rasti, l’organizzatore della ‘Lovefest’, come è stata ribattezzata la manifestazione di ieri, lanciando l’evento su Facebook.
Un appello raccolto da oltre 30.000 per- sone: la piazza vicino al luogo dell’attacco terroristico è stata invasa da un mare di candele, fiori e peluche. Poi il minuto di silenzio, “di incredibile potenza”, raccon- ta chi vi ha partecipato. “Stoccolma è un simbolo di libertà, come una colomba bian- ca. Stoccolma è un bel dipinto che qualcu- no ha cercato di distruggere. Ma non pos- sono farlo”, ha detto uno dei manifestan- ti. In tanti hanno voluto portare dei cartelli con i segni del cuore e dell’amore, molti di più si sono voluti far ritrarre sorridenti: “Non vinceranno loro”.
Intanto le indagini continuano. Il so- spetto killer - che ora ha un nome, Rakhmat Akilov - l’uzbeko di 39 anni arrestato ve- nerdì sera a nord di Stoccolma, “aveva presentato domanda di asilo nel 2014”, ha riferito la polizia. La scorsa estate gli era stato rifiutato e l’autorità per i migranti ne aveva ordinato l’espulsione. Il 13 febbra- io scorso di quest’anno la polizia lo cerca a casa ma non trova l’uomo, che diventa ufficialmente un ricercato. Il suo è uno dei 10.000 casi di espulsione dello scorso anno: in tanti, affermano i dati svedesi, si danno alla macchia e cercano di sopravvivere.
Le autorità hanno confermato poi quanto rivelato dalla stampa locale: aveva ma- nifestato simpatie “per l’Isis e altri gruppi jihadisti”, pubblicando sul web materiale di propaganda. Secondo il Daily Mail, su altri social avrebbe inneggiato “al lusso”, salvo poi celebrare Bilal Phillips - un imam radicale che ha elogiato i kamikaze - bolla- to poi come “apostata” dall’Isis. Gli inquirenti concentrano la propria attenzio- ne anche sul secondo arrestato, l’unico tra la decina di fermati che è formalmente sospettato di “crimini terroristici”. Entrambi sono in cella nel carcere di massima sicu- rezza di Kronobergshaktet.
L’intelligence scandinava ora teme un effetto emulazione in tutta la regione, dove elementi del jihadismo provenienti dal Caucaso russo e dalle ex repubbliche so- vietiche asiatiche potrebbero contare su una fitta rete di sostegno.
La Norvegia ha elevato l’allerta dopo il ritrovamento di una bomba sabato sera davanti a una stazione della metro. L’ordi- gno è stato disinnescato. Un 17enne di origini russe, che ha chiesto asilo nel Pae- se nel 2010, è finito in manette. Era cono- sciuto ai servizi di sicurezza, che ora cer- cano di capire se volesse compiere vera- mente un attentato.
















Commenti