Un “regalo” per gli statali
- 5 nov 2017
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PREVISTI AUMENTI DA 85 EURO MENSILI E L’UNA TANTUM CON DUE ANNI DI ARRETRATI
ROMA. Il nuovo contratto riserverà agli statali anche l’una tantum con gli arretrati maturati negli ultimi due anni. Una dota che spetta di diritto agli statali, visto che i rinnovi decorrono dal 2016. I primi aumenti di stipendio, attesiperimesiinizialidel2018,saranno così particolarmente “ricchi”, con una dote che si aggiungerà allo scatto medio mensile di 85 euro. Le risorse ci sono, assicurate dalla manovra che “salva” anche il bonus Renzi, come garantito dalla ministra della P.a, Marianna Madia. Ma non basta: ora la partita si sposta tutta sui tavoliconisindacati.Negoziatirimasti in stand-by durante la messa a punto della legge di Bilancio e che ora ripartono. L’appuntamento tra le parti è fissato per mercoledì 8 novembre. Le sigle del pubblico impiego torneranno all’Aran, l’agenzia che fa le veci dell’esecutivo nella trattativa. A fare da apripista sono gli statali in senso stretto, ovvero i dipendenti dei ministero, delle agenzie fiscali e del parastato (come Inps e Inail). Ma sono pronti a partire anche i tavoli per la sanità, la scuola e gli enti locali. “Ci sono tutte le condizioni per fare molto presto”, ha detto di recente la ministra Madia. In effetti non sembrano esserci ostacoli dopo lo stanziamentodi2miliardie850milioni e l’escamotage per impedire la perdita del bonus 80 euro. E soprattutto dopo otto anni di attesa. Ora dovrebbe funzionare così: da gennaio vanno messi in conto aumentidi85eurolordimensili(1.105 euro annui). Dato che il rinnovo è per triennio 2016-2018 ai lavoratori spetteranno anche le somme di 2016 e 2017. E per quel periodo il totale maturato, stando ad alcune stime, è di circa 460 euro medi lordi (corrispondenti agli 1,2 miliardi garantiti dalle manovre precedenti). Tuttavia per dire quanto e quando ciascuno intascherà bisognerà vedere come il tutto sarà spalmato. E questo dipenderà dalla trattativa. Ma di certo con i primi scatti in busta paga c’è da attendersi anche la tranche del biennio precedente. Lo stesso Def (Documento di economiaefinanza)evidenziavacome i rinnovi contrattuali siano “comprensivi della quota di arretrati”. “Vogliamo rinnovare i contratti in tempi certi e celeri e soprattutto bene”. E’ la posizione della leader della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Le rivendicazioni includono anche la defiscalizzazione del welfare e della produttività: “Se avremo riscontri su questi temi, sarà possibile siglare il contratto, già nei prossimi mesi, ed erogare una tranche sulle competenze 2016 17eunarelativaall’aumentoper il 2018", spiega il numero uno della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli. Sulla stessa linea il segretario della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, “si deve chiudere a dicembre così da consentire ai lavoratori di prendere neiprimimesidel2018adeguamentie arretrati. Altrimenti si va al 2019, quando parte una nuova tornata contrattuale. Sperando che non serva un’altra sentenza”. Si andrà avanti con un calendario “serrato” di incontri: “Una non stop per chiudere a metà dicembre”, sostiene il segretario confederale della Uil,Antonio Foccillo. In effetti dalla firma del rinnovo all’entrata in vigore dello stesso ci sono una serie di tappe, con passaggi al Mef e alla Corte dei Conti. Ecco quindi spiegato il pressing per definire l’accordo in uno o due mesi. Il fronte P.a non si esaurisce qui. Sono in arrivo le linee guida su concorsi e stabilizzazioni. A proposito, Madia ha così replicato, via Twitter, al candidato premier del M5s: “Caro @luigidimaio, sappi che dall’inizio dei #millegiorni è la #RiformaPA che sta risolvendo problema del precariato”.
















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