Un uomo solo al comando
- Redazione

- 18 ago 2017
- Tempo di lettura: 3 min
CASA BIANCA/TRUMP FA IL VUOTO ATTORNO A SÉ; IL GELO DI IVANKA

WASHINGTON. Solo. Come as- serragliato nel suo ‘fortino’, il golf club di sua proprietà a Bedminster, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si erge a paladino della storia americana, difendendo l’eredità del- l’esperienza confederata e la memo- ria ‘sudista’: “Assurdo” per lui rimuo- verne statue e simboli. Mentre tutto intorno la polemica su Charlottesvil- le non si placa.
“Triste - scrive su Twitter Trump - vedere la storia e la cultura del no- stro Paese fatta a pezzi con la rimo- zione delle nostre bellissime statue e monumenti. Non potete cambiare la storia ma potete imparare da essa. Robert Lee, Stonewall Jackson, chi sarà il prossimo, Washington o Jef- ferson? Così assurdo...”.
Era già trapelato che il tycoon non si fosse per nulla pentito dei com- menti sui fatti di Charlottesville, evo- cando la responsabilità di entrambe le parti nella violenza esplosa in Vir- ginia. Ma che tornasse a parlarne e twittarne nonostante le critiche in- cessanti sorprende anche chi dal pre- sidente ‘diverso’ non si aspetta certo ortodossia istituzionale.
Sta di fatto che se la controversia continua con un rimpallo di iniziative dall’alto valore simbolico. La lea- der della minoranza democratica alla Camera, Nancy Pelosi, ad esempio chiede che vengano rimosse dagli edifici del Capitol a Washington - la sede del Congresso americano - le statue sudiste e si appella allo spe- aker della Camera, il repubblicano Paul Ryan, affinché appoggi una pro- posta di legge che ne stabilisca la ri- mozione. Ognuno degli Stati ameri- cani ha la facoltà di scegliere due sta- tue che lo rappresentano presso il Capitol ed è una decisione che viene presa a livello di autorità statali.
Comincia a diventare palpabile il vuoto che va formandosi attorno al Commander in Chief in risposta alla sua caparbia nel mantenere il punto, come sprezzante del pericolo che quei commenti rivelatisi così divisi- vi possano comportare.
La risposta del Congresso prima di tutto, con i repubblicani fin qui ‘in- decisi’ rispetto al tycoon diventato presidente, che potrebbero sbarrare la strada alla sua agenda. Fino a met- tere a repentaglio dossier cruciali per ‘rendere l’America di nuovo grande’, visto che su Obamacare è ancora nul- la di fatto e per i capitoli infrastruttu- re e tasse le aspettative montano per il rientro dalla pausa estiva.
Del resto che lo scontro si con- sumi tra i due estremi di Pennsylva- nia Avenue non sarebbe nemmeno una novità assoluta. Al contrario del clamoroso strappo della ‘business community’, degli imprenditori, dopo che Ceo e dirigenti di azienda hanno in queste ore voltato le spalle al tycoon. Un fatto nuovo, e il nervo- sismo è nell’aria: lo registra anche Wall Street, con i mercati che dopo i massimi di sempre registrati dall’in-
sediamento di Trump alla Casa Bian- ca adesso risultano preoccupati, co- minciando a mettere in dubbio che il tycoon riesca davvero a realizzare la sua agenda economica.
E poi c’è quel silenzio, e la ten- sione palpabile che genera, da parte dell’entourage del presidente e an- che della sua famiglia. La mancata condanna netta, senza se e senza ma, dei ‘suprematisti’ che a Charlottesvil- le scandivano anche slogan contro gli ebrei, fa spostare lo sguardo su Ivanka e Jared Kushner, la figlia prediletta convertita all’ebraismo e il marito, che è tra i più stretti consiglieri del presidente. Loro non parlano. Ma lo fa il rabbino che nel 2009 convertì Ivanka prima del suo matrimonio con Jared, Haskel Looksteinha, che in una lettera alla sua congregazione si è detto “spaventato da questa rinascita di fanatismo e antisemitismo, e dal rinnovato vigore di neonazisti, Ku Klux Klan e Alt-Right”.
“Evitiamo la politica - ha spiegato - ma siamo profondamente turbati dall’equivalenza morale che Trump ha offerto nella sua risposta a questo atto di violenza”. “Preghiamo che il no- stro Paese ascolti le voci della tolle- ranza e rimanga fedele alla sua visio- ne dei diritti umani e dei diritti civili”.
Intanto Steve Bannon, il consiglie- re più controverso di Trump di cui molti vorrebbero le dimissioni, stu- pisce definendo “una massa di clown” e “buffoni” i suprematisti bianchi. Mentre dopo le critiche della Sili- con Valley anche il ceo di Apple, Tim Cook, attacca la Casa Bianca a dona due milioni di dollari ai gruppi anti- razzismo.
















Commenti