Unicredit a un soffio dalla manovra da 13 mld
- 1 feb 2017
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OGGI IL CDA DECIDE SUL PREZZO DELLA CAPITALIZZAZIONE. CARIVERONA DECIDE DOMANI. MUSTIER RESTA FIDUCIOSO. BORSA TESA
MILANO. Unicredit è a un passo dalla manovra da 13 miliardi. Per completare l'iter mancano prezzo e condizioni che verranno definite nel board di oggi. Jean Pierre Mustier si avvia intanto a concludere il roadshow sull'aumento di capitale (stimato con un sconto tra il 30% e il 40% sul Terp) che dovrebbe partire il prossimo lunedì per chiudersi dopo tre settimane. E al fotofinish arriverà anche quanto maturato dai soci. O almeno farà così Cariverona, a lungo primo azionista italiano (ora ha una quota del 2,23%) che giovedì prenderà la decisione finale sulle modalità di adesione. Il banchiere transalpino vuole completare la ricapitalizzazione 'monstre' entro febbraio e, nonostante il titolo sia in burrasca in Borsa (ieri - 3,97% a 25,16 euro), resta fiducioso sul buon esito. Un concetto ribadito ieri anche ad una platea di investitori a Milano. Un'occasione in cui Mustier, secondo quanto riferito da Reuters, ha anche indicato che la Bce è molto contenta del piano presentato da Unicredit e che da Francoforte non ci sono state nuove richieste. Il top manager "piace al mercato, ha presentato un piano credibile e offre le garanzie giuste", sottolinea chi ha preso parte all'incontro. E anche sull'andamento del titolo (che in tre mesi ha guadagnato il 16%) non ci sono timori: arriva da "un buon momento" e "la finestra temporale delle prossime tre settimane non dovrebbe riservare sorprese", spiega un banker. Certo sulle Piazze azionarie c'è l'incognita Trump ma il clima tra le banche d'affari resta positivo con l'attesa che istituzionali e fondi facciano la propria parte. La maxi-svalutazione con un rosso nel 2016 vicino ai 12 miliardi, in qualche modo era attesa. Le cifre "non sono una sorpresa" anche perché "il quadro era emerso con chiarezza dalla presentazione ai mercati da parte dell'amministratore delegato Jean Pierre Mustier a metà dicembre", sottolineano i vertici di Cariverona. E anche tra gli analisti i giudizi non cambiano. Bofa-Merrill Lynch, pur indicando che la pulizia appare più decisiva di quanto previsto, conferma il neutral. Così come Ubs secondo cui "la dinamica legata agli asset ponderati per il rischio (Rwa) potrebbe essere migliore del previ- sto". E c'è anche chi, come Jefferies, dà un buy considerando peraltro come prudenziali le stime di un Cet1 fully loaded del 12,5% al 2019.
















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