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Unicredit/Il semestre chiuso con 2,14 miliardi di util



Fiducia in Italia, compra Btp. Mustier: valuteremo ahche M&A. Stretta su Facebook

MILANO. Unicredit fa il pieno di utili nel semestre e avanza a passo svelto nella realizzazione del piano industriale, anticipando gli obiettivi sulla riduzione dei costi e sullo smaltimento dei crediti deteriorati. Il ceo Jean Pierre Mustier può così alzare lo sguardo oltre l'orizzonte del piano e affermare che, dopo Transform 2019, la sua banca potrebbe considerare anche "opzioni non organiche" per crescere. Il semestre si è chiuso con 2,14 miliardi di utili (+15,3%) grazie a un secondo trimestre superiore alle attese del mercato, in cui l'istituto di Piazza Gae Aulenti ha registrato profitti in crescita dell'8,3% a 1,02 miliardi, grazie al lavoro sui costi e alla riduzione degli accantonamenti su crediti che hanno più che compensato la flessione dei ricavi. La banca, ha commentato Mustier, "ha conseguito ancora una volta risultati molto solidi" nonostante "un contesto geopolitico e di mercato molto sfidanti. Restiamo fiduciosi nell'economia europea e italiana e nei loro fondamentali forti". In Borsa il titolo ha corso (+2,88% a 14,79 euro), incoraggiato dai conti e dalla conferma di tutti gli obiettivi del piano, con quelli relativi al taglio dei costi e alla riduzione dei crediti deteriorati (il nuovo target per il 2019 scende da 19,2 a 14,9 miliardi) che verranno conseguiti con un anno di anticipo. "Siamo solo a metà strada della maratona, al ventunesimo chilometro, e quando sei a metà strada non pensi a quella suc- cessiva", ha detto Mustier. Le probabilità di fusioni transnazionali tra grandi banche - secondo indiscrezioni Unicredit avrebbe avuto abboccamenti con Commerzbank e Socgen- sono "molto basse" ma "l'Europa ha bisogno di forti banche paneuropee e intendiamo essere una delle poche banche paneuropee vincenti". Per cui il nuovo piano, atteso a fine 2019, valuterà strade "anche non organiche". Nel trimestre Unicredit ha ri- sentito dell' 'effetto spread', che ha eroso 35 punti base di capitale primario (contribuendo alla discesa del Cet1 al 12,5%) e ha frenato i ricavi da negoziazione (-28,5%), ma ha prodotto effetti negativi anche per la clientela, che ha visto aumentare i costi per i mutui, "riprezzati", ha detto il dg Franco Gianni Papa, per tener conto della "tensione sui titoli di Stato". Tuttavia la banca, a maggio, anziché vendere ha aumentato l'esposizione in Btp, salita da 42 a 44,6 miliardi. "Prendiamo le opportunità sullo spread quando la reazione del mercato è eccessiva", ha detto Mustier, sot- tolineando la sua fiducia "per i fondamentali e le prospettive dell'economia italiana". Unicredit, ha rivelato il ceo, dallo scorso marzo ha anche "interrotto" le attività di marke- ting e advertising attraverso Facebook "perché riteniamo che non si stia comportando in modo appropriato ed etico" dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. Decisamente più dura la controffensiva contro il fondo Caius, colpevole di un attacco contro Unicredit per il trattamento contabile dei titoli cashes. Oltre che in sede civile, con la richiesta di risarcimento danni per 90 milioni, Unicredit si è mosso anche in sede penale. Silenzio invece su Medio- banca, in vista della possibile disdetta anticipata a settembre dal patto: "decideremo a tempo debito cosa fare", ha detto Mustier confermando l'intenzione di vendere la quota dell'8,6% in Piazzetta Cuccia.


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