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USA/Il rallentamento non cambia i piani della Fed

  • 4 mag 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


NEW YORK. Il rallentamento ''temporaneo'' della crescita non sembra cambiare i piani della Fed. Mantenendo i tassi invariati in una forchetta fra lo 0,75% e l'1%, la banca centrale americana lascia aperta la porta a due nuove strette nel 2017, una a giugno e una a dicembre. Un ritocco il prossimo mese sembra però condizionato da un'accelerazione della ripresa, dopo la frenata del primo trimestre. Ma potrebbero giocare un ruolo anche una schiarita da parte dell'amministrazione Trump sul fronte della riforma sanitaria, con l'abolizione dell'Obamacare, e di quella fiscale. Nel comunicato diffuso al termine della due giorni di riunione, la Fed lascia invariato il suo linguaggio e non fa nessun accenno a un possibile ridimensionamento del suo bilancio, esploso con la crisi finanziaria. Wall Street accoglie la mancanza di novità riducendo le perdite di giornata. Le piazze finanziarie del Vecchio Continente chiudono in altalena, con Milano che avanza dello 0,13%. A condizionare i listini europei è la disoccupazione della locomotiva tedesca, rimasta invariata al minimo storico del 5,8% e il pil di Eurolandia cresciuto dello 0,5% nel primo trimestre, ovvero più del +0,3% della Gran Bretagna e leggermente meno del +0,7% degli States. ''I dati sul pil confermano che l'area euro potrebbe diventare la sorpresa positiva in termini di crescita per l'economia globale'', afferma Carstens Brzeski, di ING-DiBA. ''L'euro debole e gli stimoli della Bce hanno aiutato. I rischi politici restano la maggiore minaccia'' per l'area euro, mette in evidenza Chris Williamson, di Markit. Unico resta l'inflazione, che resta debole. Alla prossima riunione della Bce di giugno, gli analisti si aspettano una svolta con il presidente Mario Draghi che non parlerà più di rischi al ribasso ma bilanciati, aprendo la strada al tapering. L'attenzione resta alta anche per le mosse della Fed, con gli analisti che si attendono nei prossimi mesi i primi passi per ridurre il bilancio. Passi che verranno preceduti da ''almeno due strette'' entro la fine dell'anno. L'economia ''garantisce aumenti dei tassi graduali'', afferma la Fed, sottolineando come la ''politica monetaria resta accomodante''. La Fed continua a ''prevedere che, con graduali aggiustamenti della politica monetaria, l'attività economica si espanderà a una velocità moderata, il mercato del lavoro si rafforzerà e l'inflazione di stabilizzerà intorno al 2% nel medio termine. I rischi di breve termine all'outlook sembrano bilanciati.


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