Vendetta contro Erdogan
- 30 giu 2016
- Tempo di lettura: 2 min
INTERVISTA PER L’ESPERTO DELLA WINEP, L’ISIS HA PUNITO IL “TRADIMENTO” DI ANKARA

ISTANBUL. "È un attacco simbolico al cuo- re della Turchia. Se davvero c'è dietro lo Sta- to islamico, sarebbe una dichiarazione di guer- ra" al presidente Recep Tayyip Erdogan per la sua nuova strategia di "sostegno ai gruppi ribelli che in Siria attaccano" il Califfato. Per Soner Cagaptay, direttore del Programma sulla Turchia al Washington Institute for Near East Policy (Winep), l'attentato all'aeroporto Ataturk di Istanbul rappresenta una svolta nelle relazioni traAnkara e l'Isis.
"L'attacco mostra i segni distintivi dello Stato islamico, come dicono fonti sia del go- verno turco che di quello degli Stati Uniti", spiega in un'intervista all'Ansa. "Se fosse confermato, sarebbe un'escalation significa- tiva. Per molto tempo, il rapporto tra Turchia e Stato islamico è apparso come una Guerra Fredda, in cui entrambe le parti evitavano di combattersi. Quando lo Stato islamico ha cir- condato l'enclave turca in Siria nel 2014, non l'ha attaccata. E allo stesso modo, la Turchia ha evitato di unirsi agli Stati Uniti nella lotta allo Stato islamico. Poi la relazione si è evolu- ta in quella che sembrava una guerra limitata, con la Turchia che nel 2015 ha cominciato a sostenere gli Usa nelle iniziative di contra- sto. L'Isis aveva già commesso attacchi nella parte storica di Istanbul, uccidendo però pre- valentemente stranieri. Ieri sera invece ha colpito il secondo luogo più simbolico di Istan- bul dopo piazza Taksim".
Secondo Cagaptay, sono 2 le ragioni prin- cipali per cui Istanbul è stata presa di mira proprio adesso: "I gruppi ribelli sostenuti dalla Turchia attaccano ormai da un po' di tempo lo Stato islamico in Siria, insieme ai curdi appoggiati dagli Usa. L'attentato può essere interpretato come la risposta dello Sta- to islamico. E poi, mentre lo Stato islamico rappresenta l'anomalia dell'Islam, la Turchia è la normalità: la questione non era se, ma quan- do avrebbe deciso di attaccare il cuore della Turchia. E martedì lo ha fatto".
L'obiettivo scelto dai jihadisti, spiega ancora l'analista, prova la loro volontà di colpire al cuore l'economia turca, indebolendone l'im- magine internazionale: "L'aeroportoAtaturk è l'hub della Turkish Airlines, l'unica compa- gnia del Paese conosciuta a livello interna- zionale, oltre che l'hub dell'industria del turi- smo, che vale circa 30 miliardi di dollari all'an- no". A questo punto, "per la Turchia com- battere a pieno titolo lo Stato islamico po- trebbe diventare inevitabile. Finora ha dato la priorità alla battaglia contro il regime di Assad e i curdi siriani. Ma adesso arriverà la sua vendetta".
















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