“Venezia non è una riserva”
- 30 apr 2018
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PROTESTE/I CENTRI SOCIALI SI AVVENTANO CONTRO I TORNELLI BLOCCA-TURISTI
VENEZIA. ‘Venezia non è Disneyland’ e neppure una riserva indiana da preservare dalle orde dei nuovi barbari, le migliaia di turisti che ogni giorno invadono la città. E’ il grido che ieri una trentina di giovani del centro sociale Morion ha voluto lanciare strappando letteralmente dai piedi del Ponte di Calatrava uno dei varchi che il Comune aveva installato per bloccare, in caso di necessità, la massa di visitatori attesa in centro storico per questo ponte da bollino nero. L’azione dimostrativa, mentre tutti i parcheggi di Piazzale Roma andavano in tilt per le troppe auto di vacanzieri in cerca di un posto, è durata sino all’arrivo delle forze dell’ordine che hanno disperso i manifestanti. Il ‘tornello’ è stato riposto dai vigili urbani al suo posto e il via vai, valigie alla mano, sui gradini di cristallo del ponte è ripreso regolarmente. Una relazione sull’accaduto sarà consegnata nelle prossime ore alla Procura perchè vengano valutati gli eventuali profili di reato. Per i manifestanti una prova di forza contro il sindaco Luigi Brugnaro e la prima sperimentazione in città di gestione dei flussi turistici. “Le immagini della città sbarrata, dell’ingresso selettivo, della riduzione dell’urbano a parco a tema susciterebbero un sorriso amaro - sottolineano i no global - se fossero l’ennesima provocazione dell’ennesimo artista intenzionato a denunciare la progressiva ‘morte di Venezia’”. L’indignazione, aggiungono, nasce dal fatto che i varchi simboleggiano “la resa definitiva di un’amministrazione che non solo si copre di ridicolo globale, ma che contemporaneamente alza le mani di fronte all’emergenza esodo, all’impoverimento demografico e sociale della città”. La questione finisce per creare una convergenza inaspettata con Fratelli d’Italia. “Sottoscrivo parola parola quel che col megafono Tommaso Cacciari ha urlato oggi a Piazzale Roma contro la pagliacciata dei falsi tornelli d’accesso a Venezia, perché sono le stesse cose che diciamo noi da destra da trent’anni - afferma Pietro Bortoluzzi - ma ritengo inaccettabile il metodo: la violenza, anche solo simbolica, non si può e non si deve mai alimentare”. Concetti che tornano anche nelle parole dei responsabili di alcune associazioni di residenti. “Notiamo troppe contraddizioni per poter prendere sul serio iniziative come questa - dice Marco Gasparinetti a nome del Gruppo 25 aprile, definita una piattaforma civica e apartitica per Venezia e la sua laguna - che sembrano concepite come strumento di propaganda o ‘foglia di fico’ per coprire la vergogna di una città che perde mille residenti all’anno e non trova nemmeno i fondi per restaurare i molti appartamenti vuoti di proprietà pubblica”. Moderatamente soddisfatti della sperimentazione, invece, gli operatori turistici. “E’ un primo segnale per quanto imperfetto - rileva Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori - da decenni attendevamo un passo con-cret per la gestione dei flussi. Ma vanno costruiti i terminal in terraferma per bloccare, a monte, gli arrivi in eccesso”. Alla bontà dei tornelli, peraltro rimasti aperti per tutta la giornata, continua a credere con fede incrollabile soprattutto il sindaco. “Non cadremo nelle provocazioni - taglia corto Brugnaro, alludendo all’azione dei no global -. Con grande serenità continuiamo a voler regolamentare i flussi per far vivere meglio le persone”.
















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