Venezuela, venti di guerra civile
- 17 mag 2017
- Tempo di lettura: 2 min

CARACAS. Più di 40 giorni di proteste di piazza, più di 40 morti nelle manifestazioni - compresi due 17enni uccisi nelle ultime 24 ore - centinaia di feriti e di arresti e una crisi politica ancora senza una via d'uscita in vista: sul Venezuela si allunga l'ombra della guerra civile.
Le manifestazioni di lunedì scorso, giorno in cui l'opposizione aveva convocato un nuovo sit in nazionale contro il governo di Nicolas Maduro, confermano l'esistenza di una spirale di scontri e violenza che ormai sembra sfuggire di mano ai principali protagonisti della contesa.
Le proteste "ufficiali", cioè convocate dal Tavolo dell'Unità Democratica, la coalizione antichavista, sono state bloccate e disperse dalle forze dell'ordine con lacrimogeni, pallettoni e cariche. Qual- che scontro e qualche ferito, ma è a margine dei cortei che si è scatenata la vera violenza. Due ragazzi di 17 anni e un 33enne, morti ieri nello stato di Tachira, sulla frontiera con la Colombia, sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco, la principale causa di morte tra le vittime dell'opposizione. E a sparare è anzitutto la polizia, e poi i gruppi armati irregolari del chavismo, i temuti "colectivos".
La Procura Generale di Caracas ha ammesso che uno dei manifestanti morti a Tachira è stato ucciso da un agente della polizia dello stato, ma finora non c'è stato un solo caso di omicidio nel quale siano stati identificati come responsabili i "colectivos".
Eppure i social network sono pieni di foto e video di civili incappucciati e fortemente armati che pattugliano le strade in gruppo, sulla sella delle loro motociclette, e sparano indiscriminatamente verso i palazzi da dove parte il concerto dei "caceroleos", le proteste a suon di pentole che accompagnano le manifestazioni di piazza.
L'ex candidato presidenziale oppositore, Henrique Capriles, ha pubblicato varie foto di questi "militanti armati" su Twitter, chiedendo ai venezuelani di aiutare ad identificarli, e Laidy Gomez, deputata eletta in Tachira, ha accusato il go- vernatore dello stato di pagare i "colectivos" per le loro azioni violente "svolte con la complicità delle forze dell'ordine".
Come se tutto questo non bastasse, la radicalizzazione della protesta avviene mentre si aggrava la crisi economica e sociale: quattro ospedali sono in sciopero per reclamare condizioni decenti di lavoro, e un commerciante è stato ucciso a Merida, mentre tentava di impedire il saccheggio del suo negozio.
















Commenti