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Vestager e Padoan trovano l’accordo

  • 2 giu 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


MILANO. Il salvataggio di Montepaschi è cosa fatta. Dopo sei mesi di trattative, la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan hanno raggiunto "un accordo di principio" sul piano di ristrutturazione dell'istituto. E' la prima volta che una banca evita il bail-in grazie all'intervento dello Stato, con la ricapitalizzazione precauzionale. In linea con le regole Ue, a contribuire ai costi della ristrutturazione di Mps saranno gli azionisti e i titolari di subordinati. Nel caso in cui bond siano stati venduti in maniera 'fraudolenta', però, i risparmiatori che vedono le loro obbligazioni convertire in azioni potranno essere rimborsati. I correntisti non sa- ranno invece coinvolti. Ottenuto il via libera 'politico', ora manca quello tecnico e definitivo, che arriverà dalla Commissione Ue fra qualche settimana. Prima la Bce dovrà valutare la validità patrimoniale del piano di Mps e Atlante dovrà chiudere lo schema per l'acquisizione dei 26 miliardi di sofferenze della banca senese. Visto che qualche aggiustamento è ancora possibile, non sono stati diffusi i termini dell'accordo. "Tutti i nodi sono stati risolti", ha però assicurato Padoan, che a Bruxelles ha incontrato anche il vice-presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. A livello di ordini di grandezza, comunque, paiono confermati i numeri circolati in questi mesi, con un rafforzamento di capitale da 8,8 miliardi, un investimento dello Stato da 6,6 miliardi, di cui 2 per ristorare i titolari di bond. Chi e come verrà risarcito sarà stabilito da un decreto. In ogni caso, è confermato che fra la fine di giugno e l'inizio di luglio il Tesoro sarà azionista di Mps con una quota superiore al 70%. Lo Stato, ha spiegato Padoan, potrà restare nel capitale per i cinque anni del piano di ristrutturazione - 2017-2021 - ma l'obiettivo è che ne esca prima. Il nodo costi, cioè gli esuberi, è stato uno dei maggiori scogli del negoziato. Anche su quello non c'è una cifra ufficiale, ma chi segue il dossier conferma che il punto di caduta dovrebbe essere compreso fra le 6 e 9 mila unità. L'accordo prevede pure un tetto agli stipendi dei manager, che sarà di 10 volte il salario medio dei dipendenti. L'accordo su Mps è "ottimo per il Paese", ha detto Padoan, e "darà ulteriormente fiducia alle soluzioni dei problemi bancari, che molto spesso sono stati esagerati", ha aggiunto riferendosi a Veneto Banca e a Popolare di Vicenza. Però, è stato spiegato da Bruxelles, è esclusa qualsiasi fusione fra Siena e le venete. Intanto, la procura di Milano ha chiuso le indagini su Mps, indagata per responsabilità amministrativa nell'inchiesta sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria. Per la stessa vicenda sono già stati rinviati a giudizio gli ex vertici dell'istituto: Alessandro Profumo, già presidente di Mps e attuale a.d. di Leonardo, e Fabrizio Viola, che è stato a.d. a Siena e oggi guida Popolare di Vicenza. Per loro il processo si aprirà il 15 luglio.


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