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Via libera alle unioni civili

  • 28 feb 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


Il 25 febbraio del 2016 il Parlamento italiano dà il suo primo via libera alle unioni civili. La data non è elemento marginale perché il sì arriva diversi anni dopo quello di quasi tutti i Paesi Ue, a un decennio dalla partita persa dei Dico e diversi mesi dopo le previsioni dello stesso premier Matteo Renzi.

ROMA. Il 25 febbraio del 2016 il Parlamento italiano dà il suo primo via libera alle unioni civili. La data non è elemento marginale perché il sì arriva diversi anni dopo quello di quasi tutti i Paesi Ue, a un decennio dalla partita persa dei Dico e diversi mesi dopo le previsioni dello stesso premier Matteo Renzi.

E' una giornata che "resterà nella storia, ha vinto l'amore" esulta Matteo Renzi, sottolineando che "se, come minaccia qualcuno, andrò a casa perché ‘colpevole' di aver ampliato i diritti, lo farò a testa alta". Per il ministro Maria Elena Boschi il ddl "è un contributo alla felicità delle persone" mentre il Guarda-sigilli Andrea Orlando parla di "legge unirà il Paese più di quanto abbia diviso il Parlamen-to". In mattinata sono le parole di Angelino Alfano a scatenare l'ultima polemica sul ddl Cirinnà. "Abbiamo impedito una rivoluzione contro-natura", sottolinea il ministro dell'In-terno scatenando la reazione e della sinistra e dell'intero Pd, con Lorenzo Guerini che lo invita ad evitare "uscite infelici".

Ma la polemica è lo specchio dell'odissea che al Senato ha segnato l'iter del ddl, privato alla fine, oltre che dell'obbligo di fedeltà di quella stepchild adoption che divideva Pd e maggioranza. Mentre decisiva per tenere compatto il Pd è stata la scelta di salvare, nell'ultima riformulazione, la libertà dei giudici che decideranno sui futuri ricorsi di coppie gay in merito all'adozione speciale. E' un via libera che, dopo le mille piazze arcobaleno e il Family Day, scontenta le posizioni più "estreme", con le associazioni Lgbt che annunciano nuove proteste di piazza per un accordo giudicato al ribasso e Massimo Gandolfini, presidente del "Comitato Difendiamo i nostri figli", che tuona: "Renzi avrà una risposta al referendum costituzionale".


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