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Via libera dei socialisti a Rajoy

  • 24 ott 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

LA SPAGNA ESCE DALLA CRISI. SOFFERTA DECISIONE DEL PSOE. IL LEADER DEL PP PREMIER ENTRO DOMENICA PROSSIMA


MADRID. Dopo 10 mesi di paralisi politica e istituzionale, grazie a un partito socialista con l'acqua alla gola la Spagna esce dalla sua crisi infinita ed entro domenica prossima il leader del Pp Mariano Rajoy sarà eletto nuovo primo ministro, nel pieno dei poteri. Il Consiglio federale del Psoe ha preso ieri con 139 voti a favore e 96 contrari la sofferta decisione di dare via libera al primo ministro uscente e di ordinare agli 85 deputati socialisti, su 135, di astenersi al secondo voto sulla fiducia a Rajoy. Con questa mossa il partito socia- lista, in piena crisi, calato dal 48 per cento degli anni '80 al 22 per cento toccato dopo due anni sotto la guida di Pedro Sanchez, il segretario defenestrato il primo ottobre scorso, eviterà che il Paese possa tornare a votare per la terza volta in un anno a Natale. Nuove elezioni, secondo i sondaggi, sarebbero state un disa- stro per il Psoe, con la probabile perdita di un quarto dei suoi attuali deputati, un umiliante sorpasso di Podemos e una schiacciante vittoria del Pp. I tempi per evitare le urne però sono strettissimi. Se la Spagna non avrà un primo ministro eletto entro il 31 ottobre, scatterà la convocazione di nuove elezioni. Re Felipe av- via oggi le consultazioni con i leader politici. Domani a mezzogiorno il leader provvisorio del Psoe, Javier Fernandez, comunicherà la decisione del Consiglio federale al monarca, che designerà Rajoy. Il Congresso poi si riunirà per l'investitura mercoledì o giovedì, e fra sabato e domenica Rajoy sarà eletto al secondo turno (al primo ci vuole una maggioranza assoluta, che non ha) con 170 voti su 350, grazie all'astensione del Psoe. Non è escluso che alcuni socialisti, in particolare i catalani, rompano la disciplina di partito per votare «no», rischian-

do l'espulsione dal gruppo. Inizierà poi una legislatura che tutti prevedono irta di spine per il leader popolare, che governerà con la maggioranza del Congresso contro, costretto a ricercare continui accordi con l'opposizione per non cadere. Molti non danno più di un anno o due al suo governo. La svolta socialista "pone fine a 300 giorni di calvario politico per la Spagna", sentenzia El Mundo. Ma apre "una legislatura da infarto", avverte La Vanguardia. Esausto, spaccato, sull'orlo della scissione con i catalani sostenitori del «no» a oltranza al nemico Rajoy, il Psoe così guadagna tempo "per ricostruirsi" dall'opposizione come auspicano Javier Fernandez e altri «baroni» moderati. Un congresso agli inizi del 2017 eleggerà probabilmente segretario la presidente andalusa Susana Diaz, nuova «dama di ferro» del partito. Ieri è stata lei a intervenire per ultima prima del voto nel Consiglio federale, una prerogativa di solito del segretario. Per il Psoe diventa intanto vitale trovare una strategia per resistere alla “concorrenza” di Podemos, che aspira come Syriza in Grecia a diventare il partito egemone della sinistra, “divorando” spazio ed elettorato tradizionali dei socialisti.mIl leader dei “viola” Pablo Iglesias già tuona che a sinistra ora rimane solo Podemos perché il via libera socialista a Rajoy fa nascere di fatto una «Gran Coalicion» fra Pp e Psoe, i due grandi partiti della «vecchia politica».


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