top of page

Violenza fino in caserma

  • 8 dic 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

ROMA. ORDIGNO ESPLODE DAVANTI ALLA STAZIONE DEI CARABINIERI. RIVENDICA GRUPPO ANARCHICO


ROMA. Un'esplosione fortissima, avvertita a centinaia di metri di distanza. Un ordigno rudimentale è scoppiato all'alba davanti alla stazione dei carabinieri San Giovanni, al centro di Roma. Un attentato che, secondo chi indaga, aveva come obiettivo proprio la caserma.

La firma arriva via web con la rivendicazione del Fai-Fri (Federazione anarchica informale- Fronte rivoluzionario internazionale), Cellula Santiago Maldonado, l'attivista argentino che appoggiava la causa delle popolazioni indigene Mapuche trovato morto nell'ottobre scorso 78 giorni dopo essere scomparso.

"La notte scorsa abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti. Con questa azione lanciamo una campagna internazionale di attacco contro uomini, strutture e mezzi della repressione", si legge nella rivendicazione. L'ordigno, dotato di timer, è esploso alle 5,30 (ore italiane): fortunatamente in quel momento non passava nessuno in strada e non ci sono stati feriti neanche tra le persone presenti all'interno dell'edificio, circa una decina. La deflagrazione ha danneggiato un'auto in sosta e mandato in frantumi la finestra di un palazzo vicino.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per terrorismo. I magistrati del pool antiterrorismo, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, procedono per il reato di atto di terrorismo con ordigno esplosivo. Sulla vicenda sono in corso indagini dei carabinieri del Nucleo Informativo e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma e i carabinieri del ROS che nelle prossime ore depositeranno una prima informativa a piazzale Clodio. Ancor prima della rivendicazione le indagini si sono indirizzate verso la galassia anarchica per individuare i responsabili.

Le modalità ricorderebbero per alcuni aspetti le due esplosioni a maggio nel parcheggio delle poste di via Marmorata. E sono in corso accertamenti su quello che resta dell'ordigno, sembrerebbe dotato di timer, e composto da un contenitore metallico, con dentro polvere pirica e innesco. Al vaglio anche le registrazioni delle telecamere che inquadrano la strada. Una avrebbe ripreso due persone incappucciate lasciare qualcosa sul marciapiede e poi scappare. Appena saputo dell'esplosione il generale Antonio de Vita, comandante provinciale dei Carabinieri di Roma, si è subito recato sul posto per coordinare gli accertamenti. "È un atto gravissimo", ha sottolineato De Vita. Di un "vile attacco" ha parlato il ministro della Difesa Roberta Pinotti portando la solidarietà di tutto il Governo ai carabinieri.

Il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette ha sottolineato che "i carabinieri non si lasceranno intimidire e proseguiranno con rinnovato impegno la loro attività quotidiana al servizio del Paese e della gente".

Sulla vicenda è intervenuto il capo della polizia, Franco Gabrielli, che ha parlato di "un episodio gravissimo" ma che "non deve essere motivo di allarmismo". Si tratta, in entrambi i casi, ha sottolineato, di "fatti gravissimi" per i quali lo Stato e le forze di polizia "non faranno sconti a nessuno. Considero gravissimo - ha aggiunto - tutto ciò che è violenza. Dunque, ha concluso, "nessuna sottovalutazione. Ogni violenza va perseguita".


Commenti


bottom of page