top of page

Vivere da italiani negli Usa


INTERVISTA ESCLUSIVA DI AMERICA OGGI AL PREMIER MATTEO RENZI


Gentile Presidente, il risultato del referendum costituzionale non può essere motivo delle sue dimissioni, in quanto la vittoria del no non può essere considerata un fallimento personale, giacché essa è espressione di una scelta demo-cratica. Il referendum non riguarda il destino di una persona, ma il futuro del nostro Paese, la possibilità di renderlo più semplice. E’ una sfida tra due idee di Italia: da una parte quella di chi vuole meno poltrone, meno politici, la fine del ping pong fra le due Camere e di enti inutili come il Cnel, per disegnare istituzioni più snelle e più vicine alle persone; dall’altra, c’è invece chi pensa che non deve cambiare niente e che sta bene tenersi tutto così come è. L’Italia può continuare ad avere quasi il doppio dei parlamentari degli Stati Uniti d’America, che pure sono una nazione “leggermente” più grande della nostra e di certo non meno democratica? Noi crediamo di no. Per questo siamo per dire Sì al referendum: vogliamo mettere l’Italia nelle condizioni migliori per tenere fede alla sua identità. Il Partito Democratico ha visto in lei un giovane rivoluzionario. Quale è una sua riflessione? Preferisco considerarmi un rifor- matore. E la prima riforma di cui ha bisogno il nostro Paese è quella far tornare la fiducia nell’Italia. Fiducia degli italiani, ma anche verso gli italiani. Essere l’ultimo Presidente del Consiglio straniero che viene ricevuto alla Casa Bianca in una cena ufficiale, prima della conclusione del mandato di Barack Obama, rappresenta un grande riconoscimento innanzitutto al nostro Paese. Gli ita- liani devono poter guardare con speranza al futuro. A questo punta il nostro impegno quotidiano, gior- no per giorno, con le riforme sul lavoro, sulla pubblica amministrazione, sulla giustizia, sui diritti dei cittadini.Quali ripercussioni si aspetta dall’uscita del Regno Unito dalla Unione Europea sul piano della politica economica europea e mondiale? La Brexit dovrebbe imporre all’Europa in primo piano, una riflessione profonda sul futuro della nostra Unione. Sulla nostra identità plurale, sulle sfide che abbiamo davanti, sui grandi temi delle migrazioni, dell’economia, della lotta al terrorismo. Purtroppo, non tutti sembrano pensarla come noi. L’Italia è pronta a unire e lavorare per una Unione Europea all’altezza di queste sfide. Ma c’è chi sembra preferire tirare a campare, tra codicilli e scartoffie, a vivacchiare. Auguri. Noi non smetteremo di coinvolgere, spronare, pungolare, dire la verità, chiamare le cose con il loro nome. Presidente, vuole salutare ed inviare un suo messaggio ai lettori italiani del giornale “America Oggi”, che vivono negli Stati Uniti? Certamente, un grande saluto ed un augurio a tutti i lettori. Vivere da italiani in un grande Paese come l’America è una emozione e un orgoglio speciale. Quello di non perdere mai il senso di essere italiani, la nostra identità, la nostra creatività, la nostra capacità di inventare il futuro, e di accogliere la sfida di una frontiera affascinante come gli Stati Uniti. A tutti gli italiani in America ed ai lettori di America Oggi, un sa- luto e buon lavoro a tutti voi.


Commenti


bottom of page