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Volevano scioglierlo nell’acido

  • 16 dic 2017
  • Tempo di lettura: 3 min


EX CALCIATORE UCCISO/UN PRESTITO DI 38MILA EURO È COSTATO LA VITA A LA ROSA

MILANO. Attirato con l'inganno da un amico con la scusa di presentargli sua madre, poi addormentato, sgozzato e infine infilato in un bidone di metallo, per un prestito di 38mila euro. E' la sorte toccata ad Andrea La Rosa, 35enne milanese, ex calciatore e neo diri- gente sportivo del Brugherio Calcio (Monza), scomparso lo scorso 14 novembre e per il cui omicidio con soppressione di cadavere sono stati fermati Raffaele Rullo, coetaneo della vittima, sposato con figli, e sua madre Antonietta Biancaniello di 59 anni, dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, su decisione del procuratore aggiunto Eugenio Fusco. I due, secondo le in dagini, avrebbero premeditato il delitto. Biancaniello è stata bloccata giovedì dai carabinieri sulla Milano-Meda, mentre nel bagagliaio dell'auto aveva il bidone con il corpo di La Rosa, e ai militari "con freddezza" ha detto: "Dentro c'è gasolio". Madre e figlio, secondo gli inquirenti, si apprestavano, dopo averci già provato tanto che il corpo ne portava i segni, a sciogliere il cadavere dell'ex calciatore usando 24 flaconi di acido, sequestrati dagli investigatori in un garage di Seveso (Monza) in uso a Rullo. Prima erano intenzionati a farlo a pezzi con una motosega. Le indagini erano partite immediatamente dopo la scomparsa di La Rosa un mese fa. La Rosa e Rullo - a presentarli anni fa era stata la fidanzata della vittimasi erano incontrati in un Mac Donald's di viale Certosa, dove l'ex calciatore era arrivato con ottomila euro nei calzini da dare all'amico, al quale aveva già dato 30mila euro, mai restituiti. I due avrebbero dovuto vedersi nel pomeriggio a Brugherio (Monza), ma Rullo aveva posticipato l'appuntamento dicendo all'amico di volergli presentare sua madre e parlargli di una presunta relazione tra la sua fidanzata e il suo ex, convincendolo poi a seguirlo a Quarto Oggiaro a casa della mamma. Mentre guidava La Rosa, tra l'altro, avrebbe chiamato un amico, dicendogli "se mi rapiscono sai dove sono, per quell'operazione che ti ho detto, poi ti spiego, ma dove ... mi stanno portando", forse riferendosi ad un affare per l'acquisto di un'auto, giro losco in cui Rullo si sarebbe infilato. Il cellulare di Andrea da quel momento ha smesso di essere attivo, salvo per tre messaggi WhatsApp inviati alla fidanzata il 15 novembre "Azz", "ho sonno" e "dopo chiamami", che la donna ha spiegato non essere parole utilizzate abitualmente dalla vittima e che per la Procura sono stati mandati da Rullo. Già sentiti dagli inquirenti come persone informate sui fatti, madre e figlio avevano fornito "versioni contrastanti e reticenti". Biancaniello, in particolare, presentatasi di sua spontanea volontà ai carabinieri, aveva di- chiarato di aver visto La Rosa salire su un'auto ed allontanarsi da sotto casa sua dopo un colloquio con il figlio. Nell'interrogatorio di giovedì notte si è presa la colpa cercando di scagionare il figlio che ha continuato a negare. Due le ricerche effettuate sul computer da Rullo che hanno insospettito gli inquirenti, una su "come sciogliere un corpo nell'acido" che il 35 enne ha giustificato con "una chiacchierata tra colleghi sulla morte del figlio del pentito Di Matteo" e, la notte tra 14 e 15 novembre, "come calcolare il volume di un corpo". Poi gli acquisti di un bidone di metallo, flaconi di acido e motosega. "Non sei da solo, fossi solo ti direi ammazza le persone, le tagli, le bruci, le sciogli nell'acido, fai quello che vuoi, ma non sei solo", sono le parole della moglie di Rullo, intercettata in auto mentre parla con il marito, il 27 novembre.


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