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“Vorrei parlare con Conte”

VENEZUELA/UN ALTRO OPPOSITORE NELL’AMBASCIATA ITALIANA, GUAIDÒ INTERPELLA IL PREMIER


di Maurizio Salvi 


BUENOS AIRES. Un secondo deputato oppositore venezuelano di origine italiana, Américo Giuseppe De Grazia Veltri, ha bussato alla porta dell’ambasciata d’Italia a Caracas, ed ha chiesto protezione all’ambasciatore Silvio Mignano, temendo la mano dura nei suoi confronti dei temibili servizi di intelligence militare venezuelani (Sebin). De Grazia, membro del partito Causa R ed esperto di energia e miniere, si è così unito alla collega Mariela Magallanes che aveva deciso domenica di chiedere accoglienza alla rappresentanza diplomatica italiana. La presenza del deputato è stata confermata dalla Farnesina in una nota cui si sottolinea che “l’Ambasciata a Caracas opera in piena conformità alle convenzioni diplomatiche”. Via Twitter De Grazia ha spiegato la ragione del suo gesto: “Non darò soddisfazione alla narco-dittatura di esibirmi come trofeo e utilizzarmi come ostaggio, facendomi rinunciare a condannare i suoi crimini di lesa umanità, violazione dei diritti umani, corruzione, narcotraffico e terrorismo”. Dopo gli eventi del 30 aprile, in cui vari membri della Assemblea nazionale (An) hanno accompagnato l’autoproclamato presidente ad interim,Juan Guaidó, ed il coordinatore nazionale di Voluntad Popular, Leopoldo López, in un fallito tentativo di sollevamento mili- tare, il presidente Nicolás Maduro ha deciso di usare il pugno di ferro contro l’opposizione. Da qui la revoca dell’immunità parlamentare a dieci deputati e l’arresto del vicepresidente della An, Edgar Zambrano, portato via all’interno della sua vettura con un autogru e recluso con l’accusa di tradimento nel Forte Tiuna. L’azione della giustizia venezuelana è stata vivamente criticata dagli Usa, dal Gruppo di contatto della Ue e dal Gruppo di Lima, ma ciò non ha frenato la determinazione del governo di Caracas, spingendo molti deputati oppositori a decidere misure di tutela della loro libertà. Così, accanto a Zambrano detenuto, quattro membri della An si trovano in ambasciate straniere - Freddy Guevara (Cile), Richard Blanco (Argentina), Magallanes e De Grazia (Italia) - mentre López è invece ospite dell’ambasciata spagnola. Di fronte a questa “ondata repressiva”, Guaidó ha dichiarato al quotidiano La Stampa che vorrebbe spiegare al premier Giuseppe Conte la drammaticità della situazione in Venezuela. “Se è interessato a capire l’emergenza”, ha concluso, potrei dirgli che “qui ormai è terrorismo di Stato contro il Parlamento, organo che l’Italia riconosce”.

Confermando infine che se gli Usa proponessero un intervento militare, “forse lo accetterei”.

Ma per ora Maduro continua per la sua strada, ed a sorpresa ha fatto annunciare oggi dal vicepresidente per il settore economico Tareck El Aissami, la riapertura delle frontiere con Brasile e Aruba, chiuse dopo il fallito tentativo di far entrare “presunti aiuti umanitari” con la forza il 23 febbraio scorso.

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