Voto, una poltrona per due
- Redazione
- 10 apr 2019
- Tempo di lettura: 2 min
ELEZIONI IN ISRAELE/BIANCO-BLU PRIMO PARTITO. COALIZIONE GUIDATA DAL LIKUD IN VANTAGGIO

TEL AVIV. Le elezioni con due vincitori: Benny Gantz e Benyamin Netanyahu. Questo il risultato del voto in Israele che esce dagli exit poll diffusi dalle reti televisive israeliane al termine di una giornata convulsa. Il leader di 'Blu-Bianco', l'ex generale Gantz, prevale come partito in (quasi) tutti gli exit poll con un'oscillazione tra i 36 e i 37 seggi (su 120 alla Knesset) contro i 33-36 del suo rivale alla guida del Likud. Ben altro quadro offrono le coalizioni: questa volta a prevalere è Netanyahu che porta a casa 60-64 seggi contro i 56-60 di Gantz. Un risultato che - se confermato dallo spoglio reale dei voti - costituirà un bel rebus per il presidente Reuven Rivlin a cui spetta il compito istituzionale di affidare l'incarico. Da una parte c'è un partito maggioritario, dall'altra una coalizione altrettanto maggioritaria. E non è un caso che entrambi, sfidante e premier, subito dopo gli exit poll, abbiano cantato vittoria. "Abbiamo vinto - ha detto Gantz che stasera è stato salutato dai suoi sostenitori come il nuovo primo ministro -. Il popolo di Israele si è pronunciato. Grande giorno". "Spetta a noi formare il governo - ha poi aggiunto più tardi -. Sarà il più largo possibile, sarò il premier di tutti". A stretto giro di posta è arrivata la rivendicazione di Netanyahu. "Il blocco di destra guidato dal Likud ha ottenuto una chiara vittoria - ha esultato a sua volta - ringrazio i cittadini di Israele per la loro fiducia". Poi la promessa: "Inizierò a formare un governo di destra con i nostri partner naturali stasera". Fatto sta che se i due big rivendicano il primato, dietro di loro non mancano le macerie, oltre il dato clamoroso del disimpegno arabo dal voto: secondo alcune stime il calo sarebbe stato del 40% rispetto ai loro concittadini ebrei. Il partito 'Nuova destra' degli attuali ministri Naftali Bennett e Ayelet Shaked - alleati di Netanyahu nel suo governo - potrebbero essere esclusi dalla Knesset per non aver passato lo sbarramento elettorale del 3,25%. Stessa sorte per quello che veniva considerato un outsider vincente di queste elezioni, lo stravagante Moshè Feiglin sostenitore del messianismo ebraico e della libera marijuana. Secca sconfitta - sempre se gli exit poll saranno confermati dal voto reale - per il partito laburista di Avi Gabbai: dovrebbe avere 7-8 deputati al Parlamento contro i 24 delle passate elezioni. Il Meretz, altro partito storico della sinistra israeliana, avrebbe ottenuto 4-5 seggi. Ma ancora più clamoroso il crollo delle liste arabe: nella scorsa legislatura avevano 13 seggi, per ora possono contare solo sui 6-7 seggi di 'Hadash-Taal'. Anche il secondo partito arabo 'Balad- Raam' potrebbe non aver superato la soglia di ingresso.Avigdor Lieberman - ex ministro della difesa defenestrato da Netanyahu nel 2018 - con il suo partito avrebbe invece superato soglia guadagnando 4 seggi. I partiti religiosi hanno mantenuto le loro posizioni. Ora tocca allo spoglio dei voti veri dare il quadro reale della nuova Knesset, ma la formazione del governo potrebbe essere cosa ardua. A meno che - hanno cominciato a segnalare gli analisti - a mettersi d'accordo non siano proprio i due vincitori.
















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