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Voucher, “strumentalizzazione insopportabile”

  • 9 gen 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


LA CGIL PASSA AL CONTRATTACCO, IL CASO DELLA MAIL INTERNA NON ESISTE: COSÌ COME SONO VANNO ABOLITI

La consulta si riunirà mercoledì prossimo in Camera di consiglio per valutare i quesiti proposti dal sindacato. Nuovo reintegro in caso di licenziamento il legittimo nelle aziende con più di quindici dipendenti

ROMA. La Cgil va al contrattacco dopo il fuoco incrociato scatenato dall'utilizzo dei voucher da parte dello Spi, la sigla dei pensionati aderente all'organizzazione. Dopo la pubblicazione, su siti e quotidiani, della circolare interna sul caso inviata per email ai dirigenti nazionali e locali, i segretari confederali autori della lettera difendono la posi- zione del sindacato sui buoni lavoro e respingono le accuse di quella che, al quarto giorno di polemica, appare secondo loro sempre più come una "strumentalizzazione insopportabile".Un "attacco", lo definisce Tania Scacchetti, responsabile delle Politiche del lavoro, che arriva proprio a pochi giorni dalla decisione della Corte Costituzionale sull'ammissibilità dei referendum sul mercato del lavoro. La Consulta si riunirà mercoledì 11 in Camera di consiglio per valutare i tre quesiti proposti dalla Cgil: nuovo reintegro in caso di licenziamento illegittimo in tutte le aziende sopra i 15 dipendenti (in pratica ripristino dell'art.18 abolito con il Jobs act), piena responsabilità solidale negli appalti e, appunto, abolizione dei voucher. Lo strumento nato per retribuire quelli che Nino Baseotto, segretario responsabile delle Politiche organizzative, definisce "i lavoretti", cioè i lavori occasionali, "ha debordato, è fuori controllo". Viene utilizzato per retribuire senza contratto "chi invece un contratto lo potrebbe avere". Per questo va abolito. Al suo posto, rivendica ancora una volta la Cgil tornando sulla Carta universale dei diritti, va introdotto uno strumento nuovo, un contratto vero e proprio, con diritti e tutele, declinato appositamente per le prestazioni saltuarie.

Ma finché non esisterà un'alternativa, utilizzare i voucher è, nell'attuale quadro normativo, praticamente un obbligo. Per questo, spiega il sindacalista, lo Spi ha fatto - limitatamente - ricorso a quelli che Susanna Camus-soha paragonato ai "pizzini". "A fronte di 18.000 persone che lavorano con noi, può esserci qualche decina di pensionati che una tantum fa dei lavoretti, magari nell'apertura di una sede. Con l'attuale legislazione questo però è un problema". Di fronte alle denunce dei quotidiani, Baseotto parla quindi di una campagna di stampa che ha lasciato il sin-acato "un po' sorpreso e contrariato", perché ha voluto "trasformare un topolino in un elefante". Anche sulla circolare diffusa per spiegare il caso ai dirigenti "si è voluto fare di quello che è un normalissimo atto interno un caso che non esiste". Dopo la presa di distanze dell'Unità dall'attuale leader di Corso d'Italia, il segretario confederale risponde quindi anche al direttore, Sergio Staino, che in un editoriale pubblicato sabato, ha accusato la Cgil di aver im- boccato, proprio sotto la guida di Camusso, una strada troppo lontana da quella tracciata da storici leader come Luciano Lama e Bruno Trentin. "Mi sembra una forsennata personalizzazione della politica, come se Susanna Camusso potesse o volesse decidere da sola. Il segretario generale rappresenta le scelte di tutta l'organizzazione", afferma Baseotto.


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