Wall Street/Amazon non «consegna» in tempo e il Nasdaq crolla
- Redazione

- 27 ott 2018
- Tempo di lettura: 2 min

NEW YORK. I tecnologici affondano Wall Street, che si avvia a chiudere il mese peggiore dalla crisi finanziaria. La delusione per la crescita dei ricavi di Amazon e Google innesca un'ondata di vendite su tutti i titoli hitech facendo crollare il Nasdaq, che dall'inizio del mese a giovedì ha bruciato 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. La seduta si apre in profondo rosso poi con il passare delle ore, e dopo la chiusura delle piazze finanziarie europee, Wall Street recupera pur continuando ad accusare perdite supe- riori all'1%, con Amazon che arriva a cedere oltre il 9% e Google quasi il 6%, mandando in fumo complessivamente più di 100 miliardi di dollari di valore. Snap crolla fino al 16,81% scendendo ai minimi di sempre: nonostante conti in miglioramento, l'app dei messaggini che spariscono risente della perdita di utenti, un trend che - ammette la società - potrebbe proseguire anche nell'ultimo trimestre dell'anno. Un avvertimento che gela gli analisti, già preoccupati da una possibile fuga da Snapchat verso Instagram, l'app di Facebook. Per Amazon alla base del calo in Borsa, che ha fatto scendere momentaneamente il suo valore di mercato a 800 miliardi, ci sono le stime caute sulle vendite di Natale: il colosso di soprattutto i ricavi esclusi i pagamenti effettuati ai siti partner: si sono attestati a 27,2 miliardi a fronte dei 27,3 miliardi attesi dal mercato. A questo si aggiungono le grane per lo scandalo delle molestie sessuali: secondo quanto riportato dal New York Times, Mountain View ha coperto tre manager accusati di molestie nell'ultimo decennio. Fra questi Andy Rubin, il padre di Android, accusato da una donna di averla forzata a del sesso orale in una camera di albergo. Google, accertate come credibili le accuse, avrebbe chiesto le dimissioni di Rubin e gli avrebbe concesso una buonuscita da 90 milioni di dollari nel 2014. Rubin contesta le ricostruzioni del New York Times, definendole ‘’ac- cuse false parte di una campagna di calunnie per screditarmi durante il divorzio e la battaglia per l'affidamento’‘. Le FAANG - Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google - sono sotto pressione orami da tempo. E l'attenzione è ora tutta sui conti di Apple e Fa- cebook, le due ultime a presentarli e alle quali si guarda nella speranza che 'salvino’ l'intero settore. La trimestrale di Apple è attesa giovedì 1 novembre, mentre quella di Facebook martedì 30 ottobre.
















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