Wall Street/Mercoledì da incubo, si teme una nuova recessione
- Redazione

- 15 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Il Dow Jones scivola del 3,05% cedendo 800 punti, il Nasdaq sotto 3,02%
WASHINGTON. La paura di una nuova recessione, alimentata dai preoccupanti dati sul- l'economia cinese e tedesca e dalla guerra dei dazi, spaventa Wall Street che vive un vero e proprio mercoledì nero, mettendo a segno la peggiore giorna- ta dell'anno.
Il Dow Jones è infatti scivolato del 3,05% cedendo ben 800 punti e chiudendo a 25.479,15 punti: mai così male nel 2019. Male anche il Nasdaq, che ha perso il 3,02% a 7.773,94 punti e l'indice S&P500, quello delle 500 società quotate a maggior capitalizzazione, che ha lascia-
to sul terreno il 2,93% a 2.840,55 punti.
La cavalcata interminabile dei mercati, partita nell'era Obama e diventata fiore all'occhiello dell'amministrazione Trump sembra essersi fermata. A scatenare il panico sul floor del New York Stock Exchange i titoli di stato americani e ingle- si dal quale é arrivato un chiaro segnale d'allarme sulla salute dell'economia: per la prima volta dal 2007, il tasso dei trea- suries statunitensi a dieci anni scende sotto quello dei titoli a due anni. Inversione della cur- va dei rendimenti anche per i titoli inglesi, per la prima volta
dal 2008. Gli investitori di fatto anticipano le misure decise delle banche centrali. E nell'incer- tezza, l'oro viaggia su livelli record, scambiato a oltre 1.500 dollari. L'ira del presidente ame- ricano Donald Trump fa sentire su Twitter e forse non aiuta l'ennesimo durissimo attacco alla Federal Reserve accusata di aver alzato i tassi quando non doveva e ora di riportare giù il costo del denaro troppo lentamente. Trump definisce il presidente della banca centrale e tutti i suoi vertici "inetti" per aver agito troppo frettolo- samente quando i tassi di inte-
resse erano vicini allo zero sostenendo l'economia insieme al programma di acquisto dei tito- li del Quantitative Easing.
Ora potrebbe essere troppo tardi per porre rimedio alla situazione, "molto male", scrive il presidente Usa che nelle ultime ore ha preso la decisione di rin- viare i nuovi dazi nei confronti della Cina: una mossa per non penalizzare l'economia america- na in vista delle festività di fine anno. Ma per Trump "il problema non à la Cina, ma - ribadisce - la Fed". Uno scontro istituzionale senza precedenti e dagli esiti incerti.
















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