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Yellen: la Fed non è politicizzata

  • 29 set 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


NEW YORK. Janet Yellen difende la Fed e la sua indipendenza dalla politica. Descrivendo il sistema finanziario come solido e aprendo la strada a un aumento deitassidiinteressenel2016, il presidente della banca centrale americana afferma: "Non ho mai visto la politica in un dibattito della Fed". E "non sono a conoscenza di alcun contatto" fra il governatore Lael Brainard e la campagna di Hillary Clinton. Il nome di Brainard è circolato come possibile segretario al Tesoro di un'eventuale amministrazione Clinton. Una difesa ferrata di fronte ai dubbi dei parlamentari americani e alle accuse di Donald Trump, che ha definito la Fed e Yellen più politicizzate di Hillary. Secondo Trump, infatti, la Fed ha mantenuto i tassi bassi per aiutare Barack Obama, creando però una “bolla”. L'attenzione è ora tutta sulla prossima riunione della banca centrale, in calendario l'1 e il 2 novembre, una settimana prima del voto americano, e la penultima occasione dell'anno per aumentare i tassi di interesse. “Non c'è una tabella di marcia fissata per i tassi. La maggioranza all'interno della Fed prevede che un aumento dei tassi sia probabilmente necessario quest'anno”. Parole che gelano Wall Street, e la fanno girare al ribasso mentre il petrolio vola con le indiscrezioni di una possibile intesa all'interno dell'Opec su un taglio della produzione.La Fed deciderà il momento miglioreperaumentareitassi, quando i dati “lo consentiranno”, afferma Christine Lagarde, il direttore generale del Fmi, invitando a non lasciarsitentaredallepressioni del protezionismo perché le barriere agli scambi commerciali sono una “negligenza economica”. Dicendo no al protezionismo, tema cavalcato da Trump nella campagna elettorale, è necessario però assicurarsi che i benefici della globalizzazione raggiungano tutti. Scambi commerciali liberi possono infatti spingere la ripresa che, a livello globale, “resta fragile. C'è molta incertezza”. Gli Stati Uniti dopo essere ripartiti hanno registrato una battuta d'arresto nella prima metà dell'anno. L'area euro continua a crescere sottolamedia,edèalleprese con un elevato debito e debolezze nel sistema bancario, spiega Lagarde. Sul sistema finanziario europeopesadagiorniilcaso Deutsche Bank: “E’ una banca importante a livello di sistema”, aggiunge il direttore generale del Fmi, contrapponendosi al presidente della Bce Mario Draghi che non ha commentato sulla possibilità di rischi sistemici di Deutsche Bank. Per rilanciare la crescita e uscire dal ‘nuovo mediocre’, è la ricetta di Lagarde, serve una politica monetaria espansiva nelle economie avanzate, ma anche investimenti infrastrutturali, per i quali l'attuale contesto di tassi bassi offre un'occasione storica.


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