Il Milan beffa l’Udinese al 94’
- direzione167
- 5 giu 2022
- Tempo di lettura: 2 min
SERIE A/OTTIMA PARTITA DEI FRIULANI, MA REBIC DECIDE DI SALIRE IN CATTEDRA

L'INVASIONE di campo della panchina del Milan dopo il gol di Rebic al 93' descrive in modo efficace l'importanza per i rossoneri del 3-2 conquistato in rimonta contro l'Udinese, primo tris di successi in stagione, fra campionato e Coppa Italia. La zona Europa League si avvicina, Torino e Napoli scivolano alle spalle, e la squadra di Pioli prosegue il processo di risanamento avviato con l'ingaggio di Ibrahimovic. Questa volta, con una doppietta e una serie di percussioni velenose, è stato però Rebic a cambiare il volto al Milan, entrando a metà di una battaglia che i friulani hanno sbloccato dopo 6' complice un'uscita scellerata di Donnarumma, poi decisivo almeno tre volte, pareggiato al 40' della ripresa e poi perso nell'azione finale. Usato fin qui più che altro come riserva, Rebic esce dal campo contento di aver finalmente avuto un'occasione e di averla sfruttata. Pioli questa volta gli ha dato fiducia inserendolo dopo l'intervallo al posto di un Bonaventura insufficiente, dopo aver visto la sua squadra soffrire troppo in un primo tempo, che si è messo subito in salita quando Donnarumma è uscito dall'area stendendo Lasagna e spalancando la porta al pallonetto di Stryger Larsen. Accesa da un paio di proteste vivaci del Milan per presunti falli di mano in area (dubbio il primo, ma per l'arbitro Pairetto e il Var era spalla) ma soprattutto dall'atteggiamento spregiudicato delle due squadre, la partita ha viaggiato su ritmi alti. Ibrahimovic un po' ha sofferto i continui ribaltamenti di fronte, tenuto spesso a bada da Ekong e Becao, che però di conseguenza hanno lasciato spazio agli altri attaccanti rossoneri, soprattutto quando nella ripresa Pioli è passato dal 4-4-2 al 4-2-3-1. Una mossa azzeccata quanto l'inserimento di Rebic, in gol dopo 140 secondi. Ma il centrocampo è tutt'altro che una diga e sui contropiede dell'Udinese, trascinata da uno scatenato Lasagna, Donnarum- ma si è superato più volte, salvato in un'occasione dall'aiuto di Kjaer. Nel momento di massima sofferenza del Milan, al 27' Hernandez con una prodezza mancina da fuori area è arrivato a quota 5 reti in campionato. E' singolare per un terzino essere il capocannoniere della squadra, ma almeno la carestia rossonera da qualche settimana è finita. Ed è aumentata l'intensità, che ha permesso di reagire ancora al 2-2 di Lasagna, fino al gol di Rebic che ha fatto esplodere i 56mila di San Siro, che potrebbe segnare una svolta per il Milan, che in casa aveva vinto solo due volte, l'ultima il 31 ottobre. Si ferma a tre la striscia di vittorie di fila dell'Udinese di Gotti e la festa rossonera in mezzo al campo, dopo 90' in panchina, potrebbe rappresentare anche l'ultima immagine a San Siro di Piatek, Suso e Paquetà, per cui si cercano acquirenti.
















Commenti