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Risarcimento per i saluti romani

LAZIO/IL PRESIDENTE BIANCOCELESTE LOTITO LO HA CHIESTO AI TIFOSI INDIVIDUATI DALLE TELECAMERE


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ROMA. "Legalità e rispetto delle regole. Adesso tolleranza zero, e chi sbaglia paga". Claudio Lotito lo aveva anticipato all'indomani della sentenza della Uefa per i saluti romani in Lazio- Rennes. Detto fatto. È di lunedì infatti la notizia che il patron biancoceleste ha chiesto un risarcimento a quei tifosi individuati come responsabili dalle telecamere dello stadio Olimpico nella partita con i francesi di Europa League. Una linea che la società biancoceleste rivendica da molto tempo ma che ora può diventare un precedente: a consentirlo è il 'codice di gradimento’ verso i tifosi inserito nell'agosto 2018 quando era ministro dell'interno Minniti, e la sua prima applicazione in Italia potrebbe aggiungere nuove 'esimentì alle società. La norma per la responsabilità oggettiva è stata cambiata dalla Figc a presidenza Gravina, e le società sono se dimostrano di aver messo in atto tutte le misure possibili. Quella innovativa di chiedere il risarcimento a chi provoca multe per gesti razzisti "non è un'idea nata occasionalmente - spiega all'Ansa il portavoce della Lazio Arturo Diaconale - è la linea che la Lazio ha sempre portato avanti. È una linea di difesa degli interessi di tutti i tifosi, che vengono danneggiati per colpa di uno sparuto nucleo di persone. Siamo per la difesa della legalità, dei valori, di cui la società è portavoce: contro ogni forma di discriminazione, come dice Lotito. Questo suo comportamento può diventare un modello da applicare in tutti gli stadi". Una notizia che ha fatto il giro d'Italia e del mondo e della quale si potrebbe parlare anche in Figc, dove Lotito è consigliere per conto della Lega di A: "Questa è la linea che Lotito porta avanti - spiega ancora Diaconale - siccome la porta avanti anche in Figc da consigliere, immagino che la voglia portare anche su altri terreni". C'è però anche, tra la tifoseria laziale e non solo, chi sui social accusa il presidente della Lazio di 'commercia- lizzare’ il razzismo: ""L'aspetto commerciale è ridicolo. Il punto è la responsabilità. Il problema non sono i soldi - sottolinea Diaconale - ma il principio. Si introduce con questa misura il principio di responsabilità personale. Troppo spesso la responsabilità oggettiva è diventata uno strumento per premere le società. Se correttamente la si introduce, ognuno deve essere responsabile anche e soprattutto dentro lo stadio". In sintesi, mettere mani al portafogli di chi si macchia di illeciti allo stadio può essere la strada giusta per sconfiggere il razzismo nelle curve e liberare le società dallo scacco di pochi facinorosi. Che sia una multa della Uefa o comminata dal giudice sportivo in Italia, poco cambia: "Mi auguro che possa essere applicata come una norma di valore 'erga omnes' - conclude Diaconale - è la linea che è stata già espressa nel più recente passato. Era stato detto che la Lazio si sarebbe tu- telata. Non è una novità".

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